Libriamoci - Il cacciatore di aquiloni

Categoria: Life 360° Pubblicato Martedì, 25 Giugno 2013

Il cacciatore di aquiloniEsistono alcuni libri che forse escono in sordina, senza i clamori dell’opinione pubblica o l’apporto di una roboante pubblicità, ma rimangono per sempre nelle biblioteche ideali di varie generazioni, ci accompagnano nelle nostre letture e soprattutto non si dimenticano tanto facilmente. Mi riferisco in questo caso al bellissimo romanzo dello scrittore israeliano Khaled Hosseini, IL CACCIATORE DI AQUILONI, edito dalla Piemme e ancora in alto nelle classifiche delle vendite malgrado sia stato pubblicato nelle librerie già qualche tempo fa. É l’affresco di una terra affascinante e problematica come l’Afghanistan, dipinto con gli occhi e le sensazioni di due bambini amici fin dalla più tenera età e campioni in coppia nel gioco degli aquiloni, sport nazionale afgano e vincitori di tutti i tornei di Kabul. Amir è il figlio del ricco commerciante Baba e vive in una lussuosa residenza con giardino; non ha la mamma, deceduta nel metterlo al mondo e forse questo il padre non lo ha mai accettato. Il suo amico del cuore è Hassan, figlio di Alì, servitore di Baba nella lussuosa abitazione di quest’ultimo. L’amicizia tra i due ragazzi costruita in giornate intere passate insieme, si trasformerà in rancore, anche perché in rancore e odio si trasforma la situazione politica dell’Afghanistan.

L’arrivo dei russi separerà le famiglie dei due amici: Amir e suo padre Baba scapperanno in America dove il buon Amir diventerà uno scrittore di successo e risiederà con la sua famiglia a San Francisco. Alì e suo figlio Hassan resteranno sperduti in Afghanistan cercando soprattutto di sopravvivere. Ma una telefonata da Kabul convincerà Amir a tornare dopo tanti anni in Afghanistan alla ricerca di Sohrab, il figlio di Hassan, reso orfano dalla crudeltà dei Talebani. Il paese che Amir si trova di fronte non è certo quello che aveva lasciato trent’anni prima: la violenza dei talebani ha accumulato cadaveri sul ciglio delle strade desolate piene di carcasse e relitti ammassati per terra; il silenzio regna padrone e carica d’angoscia una città ostile e com’è diventata Kabul. Anche il cielo ha cambiato colore e gli aquiloni ormai non volano più. L’ultima parte del libro, una pennellata di sentimenti forti descritti con stile asciutto ma toccante che ricorda gli scrittori di altri tempi, vedrà il nostro Amir riconciliarsi con le sue origini e finalmente sconfiggere i fantasmi del passato che neanche il trasferimento in America ha mai cancellato del tutto. Questo bel libro ricorda in alcune parti il romanzo di Fred Uhlman, L’AMICO RITROVATO, storia di un’amicizia legata al periodo del nazismo, ma l’autore Khaled Hosseini, descrive in maniera veramente originale la storia di una nazione, direi azzardando, di una civiltà, attraverso i sentimenti dei personaggi che incontriamo nel suo libro. In certi momenti sembra quasi di seguire con lo sguardo gli aquiloni perduti e poi ritrovati più lontano dai nostri due amici, Amir e Hassan, vivere la loro spensieratezza, saldare con la gioia della quotidianità sentimenti forti che diventano patrimonio della vita, momenti indelebili che torneranno utili magari forse solo poco prima di morire. Questo libro di Hosseini non è solo la storia di un’amicizia speciale, ma un inno ai valori forti. In conclusione si può affermare che l’autore tenta una lettura trascendente della storia, utilizzando  delicatezza e realismo; c’è qualcosa che sconfiggerà sempre e sicuramente la guerra, l’odio, la morte, le ingiustizie: sono i sentimenti veri, indelebili, eterni, che né il tempo e né gli eventi per quanto drammatici siano, potranno mai compromettere.

Toni Pizzoli