Libriamoci - "Noi siamo infinito"

Categoria: Life 360° Pubblicato Martedì, 07 Maggio 2013

Noi siamo infinito“Pensi così tanto Charlie? – “E’ un male?” – Volevo che qualcuno mi dicesse la verità – “Non necessariamente. E’ solo che, a volte, le persone usano il pensiero per non partecipare alla vita”. – “ Tu vedi le cose. Non ne fai parola con nessuno. E riesci a capire le persone”.

Il romanzo Noi siamo infinito di Stephen Chbosky (titolo originale del libro Ragazzo da parete, edito in Italia dalla Frassinelli nel 2006), non è il solito libro sul disagio giovanile o sul complicato mondo adolescenziale che in un modo o in un altro ci ha visto protagonisti un po’ tutti. Innanzitutto è un romanzo epistolare, che per certi aspetti ricorda la letteratura di fine 800 e Charlie, il protagonista del libro, è un incrocio tra il giovane Holden di Salinger e l’Oliver Twist di Dickens, nel senso che vive e respira in prima persona i turbamenti e gli episodi che caratterizzano la sua età, quella del passaggio alle scuole superiori.

 

Alla base della sua forte emotività raccolta in un’apparente timidezza, ci sono i due gravi episodi che hanno già segnato la giovane vita del protagonista: la perdita del suo migliore amico e la scomparsa dell’adorata zia Helen. Insieme ai suoi due amici Sam e Patrick, Charlie accende il caleidoscopio dei sentimenti e delle esperienze che quotidianamente colorano la propria vita, rendendo sempre più visibile l’etichetta di “sfigato”, appunto di “ragazzo da parete”, quello che Svevo avrebbe considerato un inetto. Ma la realtà non è sempre così chiara come sembra (“l’essenziale è invisibile agli occhi”, ripeteva la volpe al Piccolo Principe); e dietro alle esperienze più o meno trasgressive che la vita propone a Charlie (fumo, ubriacatura, sesso,) emerge un adolescente che si sta fortificando giorno per giorno, attraverso un percorso di formazione che porta avanti con coerenza e dignità. La stessa dignità che emerge nel suo innamoramento per Sam, una studentessa più grande di lui (è una senior mentre Charlie è una matricola) e che non corrisponderà il suo amore. Anche in questa esperienza portante della sua adolescenza, Charlie si destreggia bene, senza sdolcinerie o smielature, ma vivendo il suo sentimento forte con la giusta superbia e coerenza. Ed ecco allora tutte le difficoltà che il nostro personaggio incontra nell’essere accettato a scuola, nel relazionarsi in maniera opportuna con gli altri, nella goffaggine con cui gestisce alcuni momenti della sua vita, non sono altro che i tratti caratteristici di tanti giovani che oggi incontriamo (o siamo) nelle aule scolastiche, in oratorio, il sabato sera, e che provano ad emergere per non essere emarginati “a prescindere”. E ancora una volta è la cultura che aiuterà Charlie per la sua redenzione: l’amicizia e la dedizione del suo insegnante di letteratura, risulterà fondamentale per la sua formazione giovanile; il professore lo stimola alla lettura dei testi di Shakespeare, Kerouac, Salinger, Fitzgerald, autori che arricchiscono il bagaglio culturale del giovane Charlie ma che soprattutto gli permettono di contestualizzare tante situazioni relazionali che si trova ad affrontare. Due parole vanno spese anche per il film omonimo, girato tra l’altro dall’autore del libro Stephen Chbosky. Pur essendo di un livello minore rispetto al libro, il film può aiutare a convincere lo spettatore soprattutto giovane a leggere il libro, ad approfondire cioè quegli aspetti che chiaramente la trasposizione cinematografica sfiora soltanto, ma che il romanzo approfondisce e riporta in maniera completa ed esaustiva.

Toni Pizzoli