Per mille strade...ritorniamo a casa. Riflessioni sull'incontro con Papa Francesco

Categoria: Movimento Pubblicato Giovedì, 16 Agosto 2018

 

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Perché partire per tre giorni per Roma con uno zaino in spalla con l'essenziale, sapendo che non si avrà il tempo per fare i turisti, che si camminerà sotto il caldo e si dormirà per terra?

Perché incontrare un Papa che chiama i giovani ad andare da lui e che chiede loro di "rischiare" la propria vita?

A queste domande sicuramente avranno risposto nel loro cuore i 5 giovani della Parrocchia S. Antonio – Opera don Guanella che hanno scelto di partecipare all'incontro "Siamo qui!" del 11 e 12 agosto a Roma.

Noi, Betta Ricci e Domenico Rizzi, abbiamo avuto la gioia di accompagnarli e di poter "mostrare" loro la bellezza di una Chiesa giovane ed accogliente con tutti, in cui non si può più essere spettatori ma protagonisti attivi.

Siamo partiti alla volta di Roma, parrocchia S. Giuseppe al Trionfale, dove ci aspettavano gli altri giovani guanelliani con cui abbiamo condiviso tutti i momenti di questi giorni.

Dopo una festa "nella famiglia Guanelliana" il venerdì sera, il giorno seguente, il sabato, siamo entrati nel vivo dell'esperienza: non si può parlare di Chiesa senza parlare di don Guanella e dei suoi prediletti, i “buoni figli” come lui amava chiamare i disabili.

Il nostro “pellegrinaggio” è cominciato quindi dalla “Casa S. Maria della Provvidenza” delle suore dell'Opera don Guanella in Via della Nocetta. Un incontro che ci ha portati a “spogliarci” delle nostre paure, dei nostri pregiudizi per “stare” accanto a loro, chiacchierare, cantare e donare anche un semplice sorriso e trasformare un momento come tanti in un incontro straordinario.

Abbiamo ripreso la “strada” e sotto un caldo torrido e file interminabili, siamo finalmente giunti al Circo Massimo dove si “respirava” la voglia di incontrare Papa Francesco, di vederlo, di toccarlo...e qualcuno di noi ha vissuto momenti indimenticabili...ma lo leggerete dalle sue parole fra qualche riga....

Il dialogo tra i giovani e il Papa è stato diretto, schietto ed è stato una “boccata di ossigeno” per tutti i giovani che faticano a vivere la fede nella vita di tutti giorni, anche per colpa di noi adulti che non riusciamo più ad essere testimoni “credibili” e gioiosi della nostra fede.

Il Papa ha ripetuto ancora una volta che “I sogni sono importanti. Tengono il nostro sguardo largo, ci aiutano ad abbracciare l’orizzonte, a coltivare la speranza in ogni azione quotidiana. E i sogni dei giovani sono i più importanti di tutti. Un giovane che non sa sognare è un giovane anestetizzato; non potrà capire la vita, la forza della vita. I sogni ti svegliano, di portano in là, sono le stelle più luminose, quelle che indicano un cammino diverso per l’umanità. Ecco, voi avete nel cuore queste stelle brillanti che sono i vostri sogni: sono la vostra responsabilità e il vostro tesoro. Fate che siano anche il vostro futuro!”.

In questo mondo “complicato” ma meraviglioso non si può vivere come se l'altro non esistesse, come se fosse un ostacolo per noi; Papa Francesco con la sua grinta e il suo sorriso invita a non essere egoisti: “Il contrario di ‘io’ è ‘noi’”. Se io dico: il contrario sei tu, faccio la guerra; se io dico che il contrario dell’egoismo è ‘noi’, faccio la pace, faccio la comunità, porto avanti i sogni dell’amicizia, della pace. Pensate: i veri sogni sono i sogni del ‘noi’ ”. Ogni ragazzo, ogni giovane, delle decine di migliaia presenti nello scenario del Circo Massimo, ha potuto ascoltare l'incoraggiamento del Papa: “Ragazzi e ragazze, siate voi pellegrini sulla strada dei vostri sogni. Rischiate su quella strada: non abbiate paura. Rischiate perché sarete voi a realizzare i vostri sogni, perché la vita non è una lotteria: la vita si realizza.”

E poi non è mancata una parola anche per chi “accompagna” nella vita questi ragazzi; il Papa non è stato “gentile” con gli adulti che spesso hanno un po’ paura dei sogni dei giovani. I loro sogni fanno paura, perché quando un giovane sogna, va lontano. Forse perché gli adulti hanno smesso di sognare e di rischiare; forse perché i sogni dei giovani mettono in crisi le scelte di vita degli adulti. Per i giovani non sono più sufficienti le imposizioni dall’alto: a loro servono delle "prove" e una testimonianza sincera che li accompagni e ascolti i loro dubbi che si pongono quotidianamente. Papa Francesco ha concluso dicendo che "La Chiesa senza testimonianza è soltanto fumo".

Dopo la bellissima Veglia di preghiera per il Sinodo, la serata si è riempita di musica e danze con Alex Britti, Clementino, Mirkoeilcane, Perturbazione e Banda Rulli Frulli.

Dopo circa 3 ore di sonno, la mattina della Domenica ci siamo recati in Piazza S. Pietro per la Messa conclusiva celebrata dal Presidente della CEI Cardinale Bassetti e l'Angelus con Papa Francesco. Dopo la Messa il Papa entra in Piazza S. Pietro sulla papamobile e scoppia l'entusiasmo!

Con la recita dell'Angelus Papa Francesco lascia l'ultimo saluto a tutti i giovani dicendo: "Oggi vi esorto ad essere protagonisti nel bene! Protagonisti nel bene. Non sentitevi a posto quando non fate il male; ognuno è colpevole del bene che poteva fare e non ha fatto...Ricordate questo: “E’ buono non fare il male, ma è male non fare il bene”. Sembra facile, ma vale la pena farlo...

Ora le "voci" dei ragazzi...

Sono felice di questa esperienza appena terminata ma nello stesso tempo sono triste perché è trascorsa troppo in fretta.
Mi sono divertita ma nello stesso tempo ho riflettuto molto sul motivo per il quale 100.000 ragazzi si sono voluti riunire tutti in quel luogo, prima spoglio di emozioni e poi colmo fino all'orlo.
E infine l'ultimo discorso del Papa, mi ha fatto capire che non basta fare il bene, ma bisogna sforzarsi di non commettere il male, altrimenti ciò che facciamo non serve.
Grazie di cuore a tutti (
Cassandra)

È stata un'esperienza emozionante che ha aperto il mio sguardo sulla vita ed ha rafforzato la mia fede, concedendomi così di migliorare il mio modo di camminare, facendo crescere la luce interiore che alimenta la mia felicità (Francesco L.)

Questa esperienza mi ha sicuramente aiutato a capire come percorrere la via che mi sono prefissato. Ho imparato che non si può migliorare se non si è felici e che molto spesso nella vita ci vengono imposti dei limiti che solo noi giovani possiamo essere capaci di superare perché abbiamo il coraggio per poterlo fare. Purtroppo ogni esperienza finisce ma sono pronto a incominciarne un’altra. (Francesco P.)

Questa esperienza è stata una di quelle che mi ha segnato di più. Inoltre ho avuto il "lusso" di dare, "lanciando", il mio cappello a papa Francesco che lo ha preso al volo... E' stata un'emozione fortissima! Mi ritengo molto fortunato di essere stato lì con altri 100.000 ragazzi, eravamo tutti lì per un' unica ragione! è stata una esperienza fantastica! (Mauro)

Allora cosa dire...Ogni esperienza finisce ma lascia un carico di emozioni.
Molti lo potrebbero definire un semplice viaggio dove abbiamo visto il Papa ma non è così.
Forse se iniziassi a raccontarlo non finirei più di parlare perché mi ha lasciato così tante cose dentro che non si possono raccontare con parole futili.
È una delle poche esperienza che ha sfiorato e toccato la parte più profonda di me.

M2G Alberobello