I GIOVANI CRISTIANI E LA POLITICA: UN MESTIERE DIFFICILE

Categoria: Movimento Pubblicato Giovedì, 31 Maggio 2018

 

Viviamo in questi giorni una situazione politica drammatica, a tratti tragicomica, la tensione che si era avvertita negli ultimi mesi è infine sfociata in una crisi istituzionale senza precedenti.

Continui rivolgimenti, scossoni, colpi di scena degni delle peggiori serie tv, caratterizzano lo scenario politico.

Il risultato è una gran confusione, nel dibattito si susseguono mutevoli e incoerenti dichiarazioni dei nostri rappresentanti politici (euro sì, euro no, euro forse…) e basta accedere ad un qualsiasi social network per essere sommersi da un groviglio di parole : termini tecnici o inglesismi spesso incomprensibili, parole volgari intrise d’odio, per lo più parole usate a sproposito, persino contro il nostro Presidente della Repubblica. Non di rado in questo calderone, stralci di articoli della nostra Costituzione vengono piegati e strumentalizzati per argomentare la propria tesi, sottratti al proprio contesto e svuotati del loro reale significato.

Si tratta di un vile spettacolo che infervora i pochi e disorienta e allontana dalla politica i più.

Cosa possiamo fare allora noi giovani e cristiani?

Interessarci

Ciò che è certo è quello che non possiamo fare, pensare ‘me ne frego!’.

Il motivo è semplice, per dirla parafrasando Calamandrei, siamo su una barca, e non possiamo rimanere addormentati mentre questa affonda. Non basterà infatti affermare che non è di nostra proprietà per salvarci la pelle. Siamo comunque coinvolti, dobbiamo esserne consapevoli, prendere il timone e vegliare.

Come cristiani in particolare siamo chiamati ad aprirci al mondo, a portare il nostro contributo, non possiamo rifugiarci nei nostri affari privati, fingere di non vedere e illuderci che le cose possano cambiare senza il nostro apporto o peggio, rimanere nella convinzione che nulla potrà mai cambiare.

Non possiamo insomma rassegnarci ad essere “giovani da divano”, accontentarci di comodità e tranquillità personale: il prezzo che si paga, ci avverte Papa Francesco, è la liberta!

Allora dobbiamo prendere contatto con la vita, farci toccare dalle sofferenze altrui, sognare di porvi rimedio, adoperarci nei nostri limiti, superarli… Fermarsi non si può, e la politica, locale e nazionale, non può rimanere estranea ai nostri interessi.

Quindi facciamoci coinvolgere.

Comprendere

La comunicazione politica oggi lancia messaggi brevi, immediati, che parlano alla nostra emotività e puntano a risvegliare in noi sentimenti forti, il più delle volte negativi, che possono prendere il sopravvento sulla ragione.

Un primo passo può essere quello di riconoscere che non tutti i fenomeni della nostra complessa realtà possono essere ricompresi nello spazio dei caratteri di un tweet. Spesso infatti brevità significa incompletezza, eccessiva semplificazione, quindi fraintendimenti.

Occorre dunque andare alle fonti, utilizzare i nuovi mezzi di comunicazione, senza demonizzarli, per trarne preziosi spunti, finalizzati però ad un imprescindibile approfondimento personale, che consenta di valutare le situazioni con oggettività, evitare di essere tratti in inganno, costruire un autonomo punto di vista.

In secondo luogo non è sufficiente assecondare le proprie emozioni, è necessario riconoscerle, interpretarle, riflettere, anche quando il corso degli eventi ci travolge, per acquisire consapevolezza ed evitare il pericolo dell’integralismo.

Agire

Per finire è necessario l’impegno concreto. Papa Francesco, durante la Giornata mondiale della gioventù di Cracovia, ci ha detto che per seguire Gesù bisogna avere coraggio, “andare per le strade del nostro Dio, che ci invita ad essere attori politici, persone che pensano, animatori sociali”, il mondo non sarà mai diverso se ciascuno di noi non darà il meglio della sua anima.

Dunque bisogna agire, non necessariamente partecipando alla vita dei partiti, in primo luogo votando in modo consapevole, ma anche proponendo soluzioni concrete, costruendo ponti, promuovendo il dialogo, mettendosi in gioco, a partire dalle nostra comunità, dal nostro territorio e anche sui social, senza dimenticarne i limiti. E’ troppo facile attestarsi sempre su posizioni critiche e distruttive, senza assumersi la responsabilità di alcun cambiamento e senza dare segnali concreti di speranza.

E’ un mestiere difficile, diceva don Tonino Bello, ma siamo venuti al mondo per lasciare il segno.

(Laura, M2G Bari)