Il giovane Agostino: dall'inquietudine alla beatitudine

Categoria: Life 360° Pubblicato Martedì, 11 Febbraio 2014

Sant'Agostino Chi di noi non ha mai trascorso un periodo particolare della propria vita, alla ricerca di se stessi, della felicità, di motivazioni vere per esserci, di stabilità interiore? Il tormento e il dissidio interno di certo per giorni avranno preso il sopravvento, alternando momenti di pacatezza o stanchezza a quelli di vulnerabilità o crisi. Questo è un po’ ciò che accade ad un grande uomo e Santo dell’antichità, vissuto intorno alla seconda metà del 300 d. C. Un uomo appassionato di conoscenza, amante della filosofia e della retorica, un uomo di fede esponente della Patristica, il quale durante la propria vita cambia e aderisce a molte visioni per ricercare la verità: Agostino di Ippona.

 L’ elemento più significativo è che Agostino cerca fuori, nel mondo, nella natura ciò che in realtà è sempre stato dentro di lui: Dio. Dio parla alla sua anima, al suo cuore. Agostino si rende conto solo più tardi, in età matura che soltanto ritrovandosi, e cioè ritrovando la propria anima, si avrà trovato anche Dio, che definisce “bellezza tanto antica e sempre nuova”. L’ articolazione del pensiero di Agostino nasce da un’esigenza esistenziale, che percorre un cammino in risalita dall’inquietudine alla beatitudine. Essere beati significa aver raggiunto la pace e la tranquillità interiore che può sgorgare solo dalla consapevolezza di essere certi dell’Amore di Dio e di essere il frutto e parte di questo Amore. L’inquietudine è un’esperienza dubbiosa e dolorosa sia per tutti noi che per il nostro Agostino, il quale sin dall’adolescenza ne combina di “mille colori”, cedendo più volte al peccato, frequentando illustri maestri e oratori, aderendo alla setta orientale dei Manichei. Eppure non trova in questi incontri nessuna risposta valida e convincente per la propria vita. Anche per lui ad un certo punto scocca l’ora della Provvidenza di Dio che lo porta dal vescovo di Milano Ambrogio. Qui Agostino rimane affascinato dalle sue omelie, non solo dal punto di vista formale o estetico ma soprattutto per i contenuti, quelli che raccontano la vita di Gesù Cristo. Inizia pian piano la sua risalita, la sua conversione, il suo cambiamento di rotta, di prospettiva che conformerà anche moralmente le sue scelte. La beatitudine è raggiunta: Agostino proprio nel suo celebre libro autobiografico Le Confessioni afferma che “il nostro cuore non può trovar pace finché non riposa in Dio”. L'esperienza dell'uomo si attua nel continuo vacillare tra l'inquietudine e la beatitudine. La ricerca della beatitudine riguarda se stessi: mente, cuore, intelligenza e volontà. Bisogna trasformare tutto il proprio sé a questo stato di completezza e di pienezza. Questo, però, è possibile solo se il nostro sé non è considerato indipendente dal Creatore bensì dirige la propria vita all’insegna di Dio, il quale va amato e lodato sopra ogni cosa. E’ vero che tutti gli uomini desiderano la felicità, ma pochi la trovano, perché solo in Dio c'è la vera gioia.

Giovanna Caruso - Messina