Prendiamoci cura di Dio! Buon Natale!

Categoria: Dietro i passi di San Luigi Pubblicato Venerdì, 25 Dicembre 2015

presepelampedusaSei nato Gesù, Figlio di Dio, bambino tenero e gracile, perché si sa, le cose più importanti e più grandi sono spesso avvolte da fragili rivestimenti.

Sei nato per me, per ciascuno di noi, per ricordarci che tu sei il Dio con noi, il Dio con me, l’Emmanuele.

Certo che se tu fossi nato oggi avresti avuto l’imbarazzo della scelta!

Forse saresti nato, in una baraccopoli di Nairobi in Kenya, fra gli stenti della fame e fra chi per un po’ d’acqua (si spera pulita) deve macinare chilometri.

 Saresti nato in uno di quei barconi che ogni giorno attraversano il Mediterraneo, respinti alle nostre frontiere (quando va bene). Sai che rischio Signore, considerando che di soli bambini ne sono morti quest’anno 700, una nuova strage degli innocenti, molto peggio di quella di Erode.

Saresti nato da Elisa, che nonostante tutti i rischi ha voluto portare a termine la sua gravidanza oppure fra le mura di un carcere, dove il tempo si ferma e fa sfumare tutti i ricordi. Saresti nato forse da quella coppia di giovani, i quali per costruirsi un futuro sono stati costretti a lasciare la propria famiglia e la propria città e adesso si ritrovano nudi, non certo fisicamente, ma nell’animo perché sono una a riposo forzato, l’altro disoccupato.

Luoghi di misericordia dei nostri tempi….

Vorrei, però, Gesù, con un po’ di sano egoismo che tu nascessi qui in mezzo a noi. Perché anche noi abbiamo tanto bisogno di te, bisogno di Dio.

In realtà, sei già nato fra di noi, per noi e con noi!

A noi tocca allora prenderci cura di te!

Prenderci cura di Dio, è questo il senso del Natale, il senso di tutta la nostra vita da credenti!

Aver misericordia di Dio...sembra strano. Tu che sei il volto della Misericordia.

Sei Dio, ma sei pur sempre bambino.

Avrai fame!

Tu però non ti accontenti delle pappine per neonati. Vuoi “cibi sostanziosi”. Hai fame delle nostre vite e noi che invece ci diamo in pasto al miglior offerente. Così sbranati e spolpati dagli idoli di turno (denaro, successo, fama, piacere, arrivismo) diamo la carne al mondo e le ossa a Dio, anzi forse neanche quelle.

Tu hai fame di noi, del nostro amore. Vorresti mangiarci di baci teneri e pungenti, come fanno i bambini con il seno delle mamme che allattano…

Avrai anche sete. Non solo dell’acqua, Ma delle nostre scelte. Ti disseti solo quando noi scegliamo di stare dalla parte di chi soffre, di chi ha bisogno e di chi nella vita è rimasto indietro. Dalla parte del nonno che non ricorda più i nomi dei nipoti, dalla parte del collega che in ufficio è messo da parte o del compagno di classe emarginato solo perché non riesce a stare al passo.

Scelte controcorrenti a sostegno degli scartati dalla società…scelte che ti fanno crescere caro Gesù bambino dentro e fuori di noi!

Dobbiamo vestirti Gesù, ma tu preferisci alle tutine da neonato, il manto della giustizia. Ogni volta che facciamo qualcosa contro la legalità è come se venissimo a toglierti di dosso quella bellissima copertina che mamma Maria ti ha ricamato con tanto amore: ti lasciamo scoperto e nudo. Allora siamo noi con le nostre incoerenze a lasciarti al freddo e al gelo..

Vogliamo accoglierti Signore, o forse dovremo aspettare che Maria e Giuseppe lascino le loro impronte digitali. Lo so che l’alloggio che tu cerchi non è uno dei nostri condomini super attrezzati ne la nostra villa al mare. Ma il nostro cuore. Con la speranza che al cuscino delle nostre coscienze dormirai sonni tranquilli e sognerai per noi un futuro più luminoso, senza le tenebre dei risentimenti e dei sensi di colpa che ci portiamo dietro e che non ci fanno sorridere e sperare.

Già la nostra coscienza. Spesso ce la portiamo dietro come un macigno, pesante e ingombrante. Potessimo scoprire nei tuoi occhi la forza del perdono e della misericordia. Tu che sei il volto della Misericordia illuminaci, rischiaraci il cammino.

Vorremmo venirti a visitare Gesù, tu che infermo lo sei nel senso proprio del termine. Cioè non stai proprio fermo un attimo. Inquieto in quella mangiatoia, vuoi donarci inquietudine e irrequietezza anche a noi tutte le volte che ci nascondiamo dietro le false sicurezze di una fede che abbiamo ritagliato a nostra misura. Rendici inquieti e irrequieti, perché solo così potremo accogliere le sorprese di Dio...le tue sorprese.

E’ vero Gesù bambino non sei carcerato e sei vivo, appena nato. Ma con la nostra contro testimonianza è come se ogni giorno ti mettessimo le manette ai polsi e noi stessi ti seppellissimo, diventando tomba di Dio, dimenticando che siamo figli della risurrezione.

Grazie Gesù, perché sei nato ancora oggi in mezzo a noi.

Nasci e dissipi le tenebre dei nostri dubbi. Quante domande affollano soprattutto in questi giorni di festa la nostra mente. Perché proprio io? Come mai non riesco a fare quella cosa? Ma è davvero questo quello che mi stai chiedendo per la mia vita? Perché tutto sembra andare storto? Ma arrivi tu che sei il Consigliere più affidabile che si sia mai visto…a noi basterebbe ascoltarti.

Ci insegni a scoprire il senso della vita quando erranti vaghiamo da un’esperienza all’altra senza trovare frutto e ignoriamo la tua presenza nel quotidiano della nostra esistenza.

Tu Gesù sei venuto a stare con chi è solo, a consolarci soprattutto quando ci sentiamo afflitti, a terra forse perché ci siamo scontrati con le prove della vita.

Tu vieni ad ammonirci o meglio a ricordarci che peccare è rompere l’alleanza con te, rifiutare e cancellare l’arcobaleno che ci mandi costantemente per farci assaporare il Cielo.

Vieni a perdonarci con la tua misericordia infinita.

Allora se vogliamo rispecchiarci nei tuoi occhi di bambino, ma già sprizzanti di gioia e misericordia, anche noi dobbiamo darci da fare perche proprio stanotte tanti Gesù bambino sono nati, tanti continuano a crescere...tanti aspettano che ci prendiamo cura di loro: come Maria, Giuseppe, i pastori, i Magi.

E’ Misericordia, tenerezza, gioia che si contagia, che tocca i nostri cuori e li può davvero cambiare! Oggi e sempre, grazie Gesù!

don Salvatore Alletto, sacerdote guanelliano per l'M2G