Senti chi parla - Come Maria per spalancare il nostro cuore - Immacolata Concezione

Categoria: Senti Chi parla Pubblicato Sabato, 07 Dicembre 2013

Aprire il cuoreIn quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei. (Dal Vangelo di Luca 1, 26-38)

Nel nostro cammino d’Avvento, questa settimana la liturgia ci fa incontrare Maria che celebriamo quale Vergine Immacolata.

 La scena evangelica dell’annunciazione ci offre alcune pennellate per continuare a vivere il nostro Avvento ad “Occhi aperti!”, come dicevamo domenica scorsa. Il saluto dell’angelo che invita Maria a rallegrarsi perché è stata visitata dalla grazie e dalla potenza del Signore ci sollecita a cogliere che Dio ogni giorno entra silenziosamente nella nostra vita, si china delicatamente sulle nostre difficoltà e si affianca amichevolmente al cammino. Questo suo farsi “Dio-con-noi” diventa il motivo per cui rallegrarci, per cui gioire, per cui dire: “Non sono solo, Dio è con me!”. Anche se a volte, così come è stato per Maria, in noi può nascere il turbamento, il Signore ci invita a “Non temere!” e saper scorgere la luce del giorno oltre il buio della notte. A saper fare quel salto fiducioso nelle braccia di Dio. Infatti, è proprio la fiducia in Dio e nelle sue promesse che spinge Maria a superare l’indecisione e lo sconcerto iniziali con una scelta decisa: “Eccomi… avvenga per me secondo la tua parola!”. Solo fidandoci di Dio e delle sue promesse potremo realizzare quelle attese di gioia, di bellezza e di bontà che il nostro cuore spera.

La Vergine Maria diviene, allora, non solo modello al quale guardare ma anche tenera Madre che ci sostiene, ci conforta e ci incoraggia a “spalancare il cuore” all’invito di Dio.

don Salvatore Apreda - Naro (AG)