La GMG continua...qui ed ora!

Categoria: Dietro i passi di San Luigi Pubblicato Venerdì, 12 Agosto 2016

campusSono già passate due settimane, anche se sembra ieri! Cracovia si svuota e tutti in cammino verso il Campus Misericordiae. Quell’enorme distesa di sacchi a pelo, sotto un sole cocente. Un milione e passa di cuori, pronti a battere più forte all’arrivo di un vecchietto vestito di bianco: fra i pochi, se non l’unico, ad essere capace di scaldarli, quei cuori, spesso appesantiti, tristi e magari un po’ disorientati. Prima di quella veglia, le visite ai luoghi impregnati della santità di Giovanni Paolo II e suor Faustina Kowalska; il ripercorrere i passi di quel dolore atroce e silenzioso che ancora sembra toccarsi ad Auschwitz e Birkenau. E poi le catechesi, il pellegrinaggio giubilare, le code per i pasti, la folla, i tram strapieni, i bagni chimici. Aria di GMG. La gioia, le bandiere, gli incontri, le famiglie polacche, i selfie, gli “italiano batti la mano…”. Eppure anche questa GMG si è conclusa e tutti già con il pensiero a Panama, dopo aver velocemente scrutato la posizione geografica su Google Maps.

 La GMG però non può finire così, non può esaurirsi in un semplice seppur bello e intenso ricordo. Ben venga anche qualche post sulla nostra bacheca di Facebook o qualche foto ritoccata da Instagram. Bello, sì! Ma non basta!

Perché in quella sera, quando eravamo tutti con le candele in mano e l’emozione avrà fatto affiorare qualche lacrima, mentre il sole tramontava, quel vecchietto vestito di bianco ha avuto parole davvero sovversive.

“Cari giovani, non siamo venuti al mondo per “vegetare”, per passarcela comodamente, per fare della vita un divano che ci addormenti; al contrario, siamo venuti per un’altra cosa, per lasciare un’impronta. E’ molto triste passare nella vita senza lasciare un’impronta. Ma quando scegliamo la comodità, confondendo felicità con consumare, allora il prezzo che paghiamo è molto ma molto caro: perdiamo la libertà. Non siamo liberi di lasciare un’impronta. Perdiamo la libertà. Questo è il prezzo. E c’è tanta gente che vuole che i giovani non siano liberi; c’è tanta gente che non vi vuole bene, che vi vuole intontiti, imbambolati, addormentati, ma mai liberi. No, questo no! Dobbiamo difendere la nostra libertà!”

Lascia la tua impronta! Sì, sta dicendo proprio a te, che magari ancora non sai che facoltà universitaria scegliere; a te che stai finendo la maturità e tanti sogni ti stanno scoppiando nel cuore; a voi che fra poco vi unirete in una sola carne; a te che il lavoro lo hai perso, ma a tutti i costi con gli ultimi risparmi sei voluto andare a Cracovia. A me giovane prete con mille paure nel bagaglio, a voi religiosi che vi chiedete “chi me l’ha fatto fare a venire qui?” mentre dopo il sole cocente, vi beccate un temporale da farvi bagnare fino all’ultimo centimetro della vostra pelle!

Perché tutti noi, ma soprattutto voi giovani possiate lasciare la vostra impronta, la GMG deve continuare. A casa, in famiglia, dove con i genitori, i fratelli e le sorelle spesso è difficile farsi accettare per come si è; con gli amici che magari ti prenderanno in giro, perché sei andato con quelli della Chiesa e non in Grecia con quelli della Disco; con i colleghi di Università, quando vi proveranno a scavalcare; in Parrocchia quando troverai il tuo parroco sornione che aspetta il momento giusto per tagliarti le ali. Lì, allora, toccherà ravvivare tutti quei doni che hai ricevuto nei giorni della GMG. La parola di Dio, la preghiera, il perdono, la fraternità, l’amicizia, lo spirito di adattamento e la capacità di superare la fatica. Perché c’è Uno che a Cracovia ti ha voluto, si chiama Gesù, il vivente. Ed è per Lui e in Lui che puoi fare anche tu cose grandiose. Quel Gesù che hanno messo nel sepolcro e non l’han trovato più, come cantavano giocosamente i nostri giovani. E’ Lui il Signore del rischio, il Signore del sempre oltre: l’unico che può davvero riempire la tua vita!

E’ lui, Gesù, che “ti invita, ti chiama a lasciare la tua impronta nella vita, un’impronta che segni la storia, che segni la tua storia e la storia di tanti.”

Io ci sto! E tu?

don Salvatore Alletto, sacerdote guanelliano per l'M2G